29 gennaio 2014,
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CANTINA VINICOLA ZONIN – ROCCA DI MONTEMASSI – GROSSETO

Ristrutturazione di preesistenze industriali- abitative. In cima ad una collina con un lungo viale di pini marittimi di sapore storico, la fabbrica assume ora carattere formale di fine Ottocento con l’uso di campiture tipiche del territorio toscano. Il volume residenziale propone un’immagine tradizionale di grande scenografia.
Da antichi rustici destinati all’agricoltura tradizionale, l’architetto Mirko Amatori ha saputo ideare una cantina di 3000 mq. e recuperare una villa di 1200 mq. destinata in parte a ospitalità, residenza abitativa e Museo della Civiltà Rurale.

Il Museo di Cultura Contadina testimonia la volontà di far conoscere e documentare le tradizioni e i modi di essere della vita contadina in Maremma. Un luogo aperto al pubblico e alle scuole per tramandare e non dimenticare.

Da una posizione dominante tra le colline metallifere, aperta al sole intenso della Maremma, la cantina assume un carattere formale di fine ‘800, primi ‘900, con l’uso di portali di ordine gigante, di campiture a cassettonato tipiche del territorio. A partire dalla Chiesa di San Miniato sul Monte a Firenze, verso l’XI secolo, si sviluppa per le facciate un sistema decorativo a motivi architettonici rettangolari seguito nel corso dei secoli non soltanto a Firenze, ma in varie parti della Toscana e della Maremma. Il volume residenziale della villa, derivante dalla ristrutturazione di un vecchio edificio, propone una immagine tradizionale di grande scenografia, con doppia scalinata affacciata verso il laghetto.

Dalla sala degustazione attraverso l’apertura ovale si intravede il vicino borgo di Montemassi. L’antico insediamento fortificato è raffigurato nel celebre dipinto di Simone Martini del 1328, che ritrae Guidoriccio da Fogliano a cavallo che assedia con le sue truppe il borgo ribelle, tra tendopoli delle milizie ed alcuni vigneti.

L’impianto degli edifici definisce un’associazione di alto profilo tra paesaggio, villa con laghetto, struttura produttiva e residenze, quasi una cittadella unitaria del vino nella quale si fondono paesaggio e memoria storica. Se il viale dei pini marittimi secolari diventa l’asse compositivo dell’intero impianto, la corte definita dalla facciata interna della villa, da una facciata della cantina e dal volume degli uffici diventa luogo di incontro aperto verso il viale. Il portico passante che attraversa la villa permette di intravedere verso valle il laghetto retrostante.

 

 

 

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